Ho voluto nominare questa categoria di pazienti, anche se non diagnostica in sé per sé, perché negli anni lavorando con le donne ho constatato con i miei occhi quanto danno può fare una relazione con una personalità narcisistica o peggio, con un narcisista perverso.

La premessa più importante che devo fare è che chi si impegna in una terapia è molto più sano di chi non lo fa nonostante i propri problemi.

Dico questo perché una delle maggiori sensazioni sviluppate in un rapporto con un individuo narcisista è proprio quella di essere matte.

Quando penso in questo caso a una relazione che finisce, e alla mia paziente che si decide a chiuderla, da una parte penso alla salvezza, dall’altra mi viene in mente la scia urticante di una medusa sul braccio: se in acqua sentivamo un lieve formicolio alla pelle solo dopo che saremo usciti dal mare sentiremo il dolore via via sempre più forte e vedremo la ferita sulla nostra pelle. Non è questione di debolezza mentale, ma di un gioco sottostante spesso machiavellico che porta chi lascia (non certo il narcisista) a sentirsi mentalmente in scacco matto. Frequenti sono i ripensamenti, le riprese e di nuovo le chiusure.

Quali sintomi possono emergere durante e a seguito di una relazione con un narcisista?

I sintomi sono variegati e col tempo debilitanti:

  • Episodi depressivi.
  • Dissonanza cognitiva. Questa parola descrive quando sentiamo emozioni contrastanti rispetto ai pensieri: “sento che lui mi sta tradendo, ma non dovrei, in fondo mi ha chiesto solo di rispettare le tre serate a settimana in cui lui vuole stare da solo senza dovermi dire dove va ”. La sensazione che ne deriva è di non potersi più affidare al proprio buon senso. La dissonanza cognitiva assieme alla difesa strenua da parte del partner porta ai seguenti sintomi.
  • Senso di colpa (devo smettere di chiedergli troppe conferme, ha ragione lui a trattarmi male).
  • Vergogna di sé (così come sono non vado bene, devo cambiare, devo essere più sicura, deve sentire di avere una partner forte quanto lui ).
  • Bassa autostima (ma dove credo di andare in questa storia, sono così mediocre, ne può trovare cento meglio di me)
  • Autoaccusa (sono io che sono troppo insicura, è per questo che non mi vuole più di tanto nella sua vita).
  • Peggioramento dell’Immagine Corporea.
  • Perdita delle relazioni affettive (amici e famiglia), poiché spesso il partner fa terra bruciata attorno per avere più margine di controllo.
  • Sfruttamento economico.

 

Ma andiamo con ordine e vediamo com’è fatto il Disturbo Narcisistico di Personalità.

La prevalenza del sesso maschile in questo disturbo varia fra il 50 e il 75%. Inoltre, secondo il DSM V, è caratterizzato da sentimenti di grandiosità, necessità di ammirazione, mancanza di empatia. Esso si sviluppa entro la prima età adulta, perciò è già visibile in adolescenza, ma in questo particolare periodo è sconsigliabile emettere una diagnosi poiché la potente influenza ormonale sull’umore cessa in età adulta, e certi comportamenti possono rientrare da soli, senza bisogno di una terapia.

Tornando al disturbo narcisistico, chi ne “soffre” si sente speciale e quindi in diritto di chiedere speciali trattamenti di favore, approfittando delle persone vicine per i propri scopi. Inoltre è così invidioso che cerca di demolire l’autostima altrui per smentire i motivi della sua invidia. Ovviamente il suo terreno di gioco è la relazione amorosa, l’unica che in un certo senso può andare in profondità.

Il disturbo narcisistico è l’unico disturbo veramente egosintonico del DSM V, ed è molto difficile che chi ne soffra si rivolga a un terapeuta. Succede solo se a causa del proprio modo di agire si rimane da soli, ma essendo di solito sostenuto da una buona intelligenza tendenzialmente questo non accade, si fa sempre in modo “di rinnovare il parco macchine”, almeno fin quando il fascino regge.

Come funziona la “battuta di caccia” del narcisista.

La scelta ricade su donne emotivamente generose e intellettualmente stimolanti.

Parte così il love bombing, la conquista, la parte più succulenta ma anche il metro con cui il narcisista si misura. Quest’attività è sostenuta dall’accurato ritmo delle parole spese in promesse per il futuro e dalla sopraffina tecnica amatoria. Gli incontri sessuali sembrano quasi guidati dalla telepatia, per quanto ci si sente lette nei desideri. Alla base c’è un lungo apprendimento sul linguaggio del piacere femminile, che viene confuso con una sorta di forma massima di intimità. A breve però si scoprirà come questa va a cozzare con la distanza siderale che il partner metterà sempre più spesso fra loro.

Ma come nasce un Disturbo Narcisistico?

Se potessimo tornare indietro nella storia di un narcisista, troveremo un bambino che gioca da solo mentre nell’altra stanza si trova una madre seduta sul divano a fissare il vuoto che improvvisamente si alza, va in cucina e urla infastidita dalla presenza del figlio. Il padre spesso non c’è, ma quando torna non perde occasione per criticare quel bambino. Oppure c’è un altro bambino in un’altra casa a cui la vita va esattamente al contrario: salta sul divano con le scarpe e i genitori applaudono. Sa che può fare qualsiasi cosa perché tutto gli è dovuto, perché lui è ancora più grande dei suoi genitori. È in quella famiglia che lui impara a manipolare, prima i genitori che gli mostrano mansueti il collo su cui mordere e poi il mondo esterno.

Incredibile come due scenari così contrapposti possano dare origine allo stesso disturbo!

Il sostegno psicologico per proteggersi e ricostruire “dopo il bombardamento”.

Il mio aiuto a queste donne consiste in un affiancamento durante la storia, nella psico-educazione su come “funziona” una relazione di questo genere, focus sulle proprie risorse interne, confronto con le proprie figure genitoriali in infanzia, distinguo fra queste relazioni passate e quella con il partner per cui si soffre. È inoltre necessario (se la relazione non è pericolosa sul piano fisico) lasciare che la persona faccia tutta l’esperienza che serve per avere un quadro della situazione più dettagliato possibile. Poi solitamente la si lascia andare insegnandole a non cadere in altre “trappole narcisistiche”.

Per quanto sia perturbante il comportamento di un individuo narcisista, in verità è estremamente prevedibile. Quando penso a una relazione di questo tipo mi vengono in mente due figurine che si incontrano al gong di un orologio a cucù. Fin quando entrambe saranno presenti il balletto sarà sempre lo stesso, ma quando una delle due non comparirà più sulla scena, quello a cui assisteremo sarà una sorta di coreografia scomposta.

Depressione

Stress post traumatico

 

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