Per Hikikomori, termine giapponese che significa “evaporati” intendiamo adolescenti e giovani adulti che decidono spontaneamente di isolarsi dalla società, abbandonando ogni contesto sociale scolastico  e lavorativo.

Questo fenomeno, sempre più in crescita anche in Italia, riguarda in prevalenza i maschi.

LE IMPRESSIONI DEGLI ESPERTI

Durante il convegno IN.CON.TRA sugli adolescenti a Verona, è intervenuto il Dott. Lancini, presidente dell’associazione Minotauro (osservatorio privilegiato dei cambiamenti socio-psicologici dell’adolescente).

Il collega ha definito il fenomeno Hikikomori come esattamente opposto al Dca femminile. Ciò mi ha riportata al concetto di famiglia “anoressica”, così descritta nel Libro sempre attuale di Minuchin, “Famiglie psicosomatiche”. Questo tipo di famiglia  è composta da una madre che tende alla simbiosi e un padre più satellite. Per questo motivo mi è apparsa molto simile a quella dell’adolescente che si ritira dal mondo.

Infine, ho pensato al carattere ossessivo e dipendente tipico di entrambi i casi.

COME “NASCE” UN HIKIKOMORI

L’adolescente ritirato è intelligente e non dà segnali di disagio visibili all’occhio materno, fino a quando un fattore precipitante, specie in seconda o in terza media, gli restituirà un’immagine di inadeguatezza. Egli è cresciuto nella certezza che sarebbe stato da grande efficiente e speciale. Purtroppo però, non avendo fatto esperienza del fallimento è dotato di un Sè fragile. Quando il figlio si oppone a qualsiasi attività al di fuori della propria stanza o del proprio domicilio,  la madre inizia a provare un’angoscia di morte talmente profonda da portarla ad agire il più presto possibile una risocializzazione. Ella cercherà quindi di richiamare i vecchi amici per indurli ad andarlo a trovare. Ma quel figlio non è più connesso con loro quanto piuttosto con gli amici virtuali che potrà aver trovato nelle web community, piuttosto che negli online games. La scelta migliore su cui dobbiamo paradossalmente puntare per un ritorno alla socialità è proprio questa. Cercando di favorire un passaggio da virtuale a reale di queste conoscenze.

COME INTERVENIRE

Il lavoro con l’adolescente ritirato necessita di uno spazio familiare che permetta di riconoscere e leggere i codici affettivi familiari e di poterli modificare in parte per favorire la guarigione del figlio. Questo può avvenire se necessariamente i genitori mettono da parte i propri ideali individuali e si coinvolgono nella terapia.