Lavorando con gli adolescenti mi capita sempre più spesso di ricevere contatto e richiesta di presa in carico del figlio da parte delle sole madri. In questo caso particolare l’assetto famigliare principale è composto da madre, compagno e figli. Genitori e adolescenti

Il padre può orbitare attorno a questo nucleo con una cadenza non prestabilita.  In molti casi  vengono a meno le indicazioni giudiziali sul mantenimento di figli, tant’è che le spese della terapia il più delle volte sono a carico della madre o del nuovo compagno.

LE CONSEGUENZE PSICOLOGICHE

In generale ho riscontrato da parte di questi pazienti una forte tendenza a evitare la rabbia e il conflitto con il genitore esterno.  Le situazioni di tensione con il genitore presente sono invece in aumento. In specifico, più il figlio ha fatto esperienza di abbandono (come ad esempio nel caso di riconoscimento di paternità tardivo) e più la tendenza a evitare il conflitto si manifesta. Sottolineo che il conflitto sano è un fenomeno essenziale per sviluppare l’autonomia nell’adolescente. Nella maggioranza dei casi che ho trattato con questa storia familiare, l’adolescente porta anche una storia di ansia scolastica e/o attacco di panico. Problemi scolastici, ansia, dispersione e ritiro

Ricordiamoci anche che quasi sempre davanti ad un padre assente c’è una madre che ha fatto da entrambi i genitori. È plausibile pensare che possa esserci stato un attaccamento di tipo ansioso nei confronti del figlio che a sua volta ha portato nel tempo a un’ansia di crescita da parte di quest’ultimo. La ferita del bullismo e la sua cura.

COME AFFRONTARE IL PROBLEMA IN TERAPIA

Anche in questo caso per prima cosa bisogna costruire un luogo psicologicamente sicuro dove poter mettere tutto, anche le emozioni che arrecano più disagio, nell’idea che non necessariamente dovranno essere riproposte nella seduta successiva. Una volta “solidificato” questo luogo, solitamente è l’adolescente stesso a far emergere le emozioni. Piano piano, parlerà della rabbia, del suo senso di colpa e del peso di quest’ultimo sulla scelta di congelare le emozioni.