Ho scelto di lavorare con pazienti affetti da questa malattia, con profonda ammirazione per l’immenso coraggio di chi ne soffre nell’affrontare il quotidiano in questa prigione di dolore.

Inoltre, sebbene essa abbia origini genetiche, presenta anche fattori di mantenimento di tipo psicologico e per noi psicologi rientra nella categoria delle psicosomatosi  in quanto peggiora con lo stress.

Che cos’è la dermatite atopica.

La dermatite atopica è una manifestazione cutanea improvvisa con carattere infiammatorio e doloroso, e comporta una desquamazione che causa un rossore visibile.

Essa compare in infanzia e chi ne soffre è destinato a conviverci sino in vecchiaia anche se, come molte malattie a carattere allergico, tende a calmierarsi con l’età. Se pensiamo però a quanto spesso sia concatenata la dermatite ad altre patologie di tipo allergico, dobbiamo immaginare per chi ne soffre una cartella medica variegata. L’esperienza di malattia si può inoltre palesare improvvisamente e occupare spazi altrimenti dedicati ai propri interessi e alla propria crescita personale.

 

Influenza psiche-corpo nella dermatite atopica.

Sul piano psicologico sembra esserci un collegamento tra questa malattia e un tipo di personalità che per evitare l’abbandono da parte dell’altro evita il conflitto diretto.

Perciò la psiche interviene più volte nell’andamento della dermatite.

Quando non si riesce a tollerare il confronto con l’altro, esso diventa fonte di stress. Quest’ultimo a sua volta farà aumentare la reazione allergica da parte del corpo ed essa farà aumentare lo stato di imbarazzo dovuto al rossore che sottolineerà il disagio di fronte all’interlocutore. Oltre all’arrossamento evidente esiste una serie di situazioni considerate molto imbarazzanti che i pazienti tendono a sabotare precludendosi momenti importanti nella relazione con l’altro. Ad esempio si tende a evitare la vicinanza fisica o l’abbraccio con persone conosciute da poco per paura che le squame “sporchino” i vestiti.

In altri casi invece al contrario si tace sul dolore che può dare un abbraccio nei giorni di maggiore stress per non ferire l’altro: a denti stretti, ingoiando un dolore compagno di vita, ma non per questo più comprensivo.

Il lavoro con pazienti con dermatite deve intervenire sulla stima di Sé, sull’assertività, ma anche sull’esame di realtà. Inoltre, è molto importante liberare dalla colpa il paziente, perché purtroppo può accadere che egli, proprio perché a conoscenza dell’origine psicosomatica, si accusi di incapacità. Le modalità di intervento sono due: la principale è la psicoterapia individuale ma ritengo molto utile anche la psicoterapia di gruppo, specialmente per il confronto sulla malattia che altrimenti non avverrebbe, poiché come abbiamo visto è molto difficile che chi ne soffre esca allo scoperto dichiarandolo al mondo

Quando penso alla psicoterapia con pazienti affetti da dermatite mi viene in mente una vecchia immagine dove un topolino si guarda allo specchio ma al posto della sua immagine vi è riflesso un leone.

Depressione

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