Il binge eating disorder (BED), o disturbo dell’alimentazione incontrollata, è molto simile alla bulimia, ma non presenta le condotte compensatorie.

Il sintomo prevalente è l’abbuffata, che deve comparire almeno una volta la settimana per 3 mesi. Rispetto agli altri disturbi della nutrizione è molto più diffuso fra i maschi (circa il 40% della popolazione totale).

Secondo il DSM V l’abbuffata è un’ingestione di cibo in un determinato periodo di tempo la cui quantità supera quella che la maggior parte degli individui ingerirebbero nello stesso tempo.

Un po’ complicato come concetto ma migliore delle definizioni presenti che lasciavano all’individuo la propria personale definizione di abbuffata (Russel, 1979).

Inoltre come accade spesso in Bulimia, essa  è caratterizzata dalla solitudine e porta a sentimenti di perdita di controllo e vergogna e solitamente avviene fuori pasto, con cibo caratterizzato da basso valore nutritivo ma alto tasso calorico. A differenza della Bulimia, dove le abbuffate peggiorano a seguito dalle restrizioni caloriche, nel BED questo fenomeno non esiste: dieta o meno ci si abbuffa lo stesso.

Il risultato è un Indice di massa corporea BMI preoccupante che porta a un problema fisico ad alto indice di mortalità: l’obesità.

Ma cosa succede nella psiche di chi ha un BED?

È stato osservato come chi soffre di questo disturbo mostra un tipica  personalità organizzata sulle seguenti dinamiche:

  • Paura delle critiche
  • Incapacità di gestire le frustrazioni
  • Tendenza a rifugiarsi in fantasie irrealizzabili
  • Visione di sé in bianco e nero: o si è bravissimi o falliti
  • Negazione del pericolo di morte

 

Questa tipologia di personalità deve poi fare i conti con gli inconvenienti della vita che la porteranno a sviluppare il BED.

I fattori che mantengono il disturbo e ostacolano la guarigione sono:

  • I commenti negativi della gente sull’aspetto fisico.
  • Le dinamiche familiari e di coppia.
  • La presenza di altri disturbi alimentari o obesità all’interno del nucleo familiare.

 

Inoltre il corpo così ingombrante spesso rappresenta una difesa dall’altro, ma anche un modo per mantenere la relazione coi propri familiari, più simile a quella fra bambino e genitori.

Il lavoro con il paziente BED deve necessariamente avvalersi di una collaborazione con un nutrizionista che monitori e suggerisca strategie alimentari alternative. Inoltre, come in Bulimia è necessaria una presa d’atto delle emozioni che sottendono l’alimentazione.