Avendo lavorato come psicologa per i disturbi alimentari in ospedale, posso dire che da sempre mi trovo a combattere assieme ai miei pazienti con questo disturbo dispercettivo davvero subdolo.

Come funziona la dismorfofobia: il disturbo dell’immagine corporea

Per Dismorfofobia intendiamo una vera e propria dilatazione dell’immagine corporea percepita e il conseguente abbrutimento di essa. Questo processo in genere porta molta preoccupazione E alla lunga un senso di impotenza davvero preoccupante. Ci si preoccupa di quale sarà il giudizio degli altri all’esposizione di Sè o di quella parte del corpo percepita come inaccettabile. Questo disturbo non colpisce solo chi soffre di disturbi alimentari, ma anche chi ha ricevuto feedback negativi ancora più distruttivi se in crescita, come ad esempio nel bullismo, dove lo si può notare se l’attacco avveniva verso una specifica parte del corpo. In terapia ad esempio ho assistito a critiche feroci su bocche, nasi e altri parti del corpo  assolutamente normali.

Le cause della dismorfofobia: il disturbo dell’immagine corporea

Esistono diverse condizione che predispongono alla DM Dismorfofobia:il disturbo dell’immagine corporea):

  • l’autostima oscillante come nel caso dell’adolescenza in generale.
  • una ferita consolidata sulla propria autostima, come le vittime di bullismo  o di malattie degenerative come la sclerosi multipla o di malattie invalidanti come il tumore.

Quali sintomi comporta la dismorfofobia:

questo didisturbo mette in atto una serie di comportamenti disadattivi che presentano differenti gravità:

  1. spendere molto tempo nel check allo specchio della zona del corpo bersagliata dalla dismorfofobia
  2. Intraprendere comportamenti pericolosi mirati alla modifica corporea, fra cui:

Diete sconsiderate

pratiche sportive estreme

uso di filler domestici non autorizzati

chirurgia estetica presso professionisti compiacenti.

Terapia sulla dismorfofobia

Parlo di lotta contro questo disturbo, perché purtroppo se all’inizio si installa e viene influenzato dai feedback esterni, ad un certo punto, quando passa ad uno stato di cronicità si autoalimenta e spesso quando a livello sintomatico sia in anoressia che in bulimia si guarisce esso rimane più “arrabbiato che mai” perché la parte anoressica/bulimia  residua riesce ad alimentarlo comunque.

Ecco perché da un pò di tempo a questa parte prediligo l’EMDR per accelerare l’integrazione mente corpo. Assieme ad esercizi sull’immagine corporea, per arrivare ad una elaborazione profonda che rompa il circuito di pensiero, emotivo e corporeo e produca associazioni nuove su quell’immagine.

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Disturbi alimentari e EMDR

 

Dott.ssa Francesca Savarino

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