Ansia da prestazione scolastica, Dispersione scolastica e Ritiro

 

Ansia da prestazione scolastica

Avendo lavorato per più di 10 anni nelle scuole, ho potuto constatare quanto sia incidente l’ansia nella prestazione scolastica.

Mi riferisco a tre momenti precisi durante la giornata dell’adolescente in cui compare:

  • nella preparazione per il compito in classe o interrogazione
  • la sera prima della prestazione
  • durante la prestazione

Quali sono i fattori che sottendono a questo problema?

  • Bassa autostima
  • Scarsa tolleranza, ma anche esperienza di frustrazione fuori dal nucleo familiare
  • Orientamento sbagliato
  • Esperienza di bullismo
  • Incomprensioni fra insegnanti e ragazzi
  • Problematiche familiari

In merito all’ultimo punto vorrei evidenziare una sorta di assioma ricorrente nelle scuole:

“se un ragazzo ha un evidente calo di rendimento è successo qualche cosa nel suo ambiente psicologico che lo ha perturbato”.

Francamente, in tutti questi anni, non ho mai conosciuto un adolescente “disperso” a scuola che mi portasse una storia personale priva di grossi conflitti o precedenti fallimenti sociali, e mentre scrivo sto tenendo conto anche del traumatico passaggio dalle medie alle superiori, tappa faticosissima per tutti:  figli, genitori e insegnanti.

Dispersione scolastica

Quando parliamo di dispersione scolastica, intendiamo tutte quelle manovre da parte dell’adolescente per evitare il più possibile il confronto con la classe e il carico di lavoro, come ad esempio assenze e ritardi strategici. Poi c’è il ritiro e i sentimenti di fallimento che esso comporta.

Ritengo che l’attenzione da parte della scuola verso i Bisogni Educativi Speciali (BES), che non necessariamente implicano una diagnosi neuropsichiatrica, sia stata una mano santa per il mio lavoro con l’adolescente. Questo ha permesso un dialogo maggiore fra terapeuta, famiglia e scuola, fornendo all’adolescente in difficoltà un piano educativo personalizzato, come ad esempio l’utilizzo dell’interrogazione a porte chiuse per calmierare l’ansia da prestazione.

Per quanto mi riguarda il lavoro consiste nel rinforzare il senso di efficacia e nell’accogliere tutto ciò che sotterraneamente ha scatenato il problema. Di tanto in tanto posso richiedere delle sedute di raccordo coi genitori per aggiustare il tiro sull’approccio familiare al figlio che sta cercando di cambiare.

Nel caso il conflitto familiare fosse talmente forte da impedire una buona collaborazione fra le parti è necessaria la prescrizione per un lavoro terapeutico sulla famiglia o i genitori presso un collega di fiducia, altrimenti il rischio è di ottenere scarsi risultati, nonostante gli sforzi.

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